T-shirt
Newsletter Tazzina è come quelle vecchie email di fine anni '90.
Buongiorno! Stamattina ho spalancato la finestra e c’era un cinguettio meraviglioso. Si avvicina l’estate e questa sensazione sa rendermi pienamente contenta, cioè viva, attiva. Riempie i polmoni. Attiva come i vivi, quei mortali che sanno che: una mente sana si impegna ad apprendere fino a +99 anni (e fino ai 25 anni ha ancora, purtroppo, soltanto esili impalcature).
Outfit. Non te ne parlo dai tempi della mia ricerca di un nuovo cappellino di lana. La mia ricerca di un beanie, tra il periodo prenatalizio e i saldi, che si è alla fine trasformata nel ritrovamento, in uno scatolone, di due vecchi cappellini di lana a coste sottili e dai colori brillanti. Di outfit di questa primavera inoltrata cosa posso raccontarti? Della buona abitudine (appresa) di scattarmi una foto per ogni abbinamento riuscito – riuscito nel senso che a me piace –, che approccio con la forma mentale plasmata dal graphic design: una specie di impaginazione, su di me, degli indumenti già a disposizione nell’armadio. Per trovare il giusto allineamento, nell’outfit, quando esco dai bordi dell’intramontabile jeans e t-shirt. Cerco un guizzo creativo come davanti a una pagina bianca, e a volte funziona. L’obiettivo è sempre lo stesso: in ogni caso, in ogni stile, aderire a sé stessi, in crescita. Crescita del pensiero.
In un negozio, per il momento, ho cercato solo una tipica t-shirt di fine anni ’90 e inizio anni 00; le t-shirt da baseball, dette anche raglan – se non erro: in cotone morbido, comodo, bianca, con maniche blu, da donna, aderente ma non elasticizzata, e come se fosse davvero di fine anni ‘90. L’ho trovata in offerta da Oviesse, un mese fa. Nello stile del beanie, cioè streetwear. È una t-shirt che, in varianti di colore, sa essere un comodo classico dell’abbigliamento urban. Negli anni 00 avevo davvero una raglan, a maniche 3/4 rosa, curved hem – e una uguale, ma con le maniche blu scuro.
Conosci la pagina instagram Watching New York? “Fashion on the streets of New York City”. Per me è un appuntamento settimanale, nelle lezioni di libertà di stile. Come la pagina di Becky Malinsky.
Libri nel mentre. La scorsa settimana ti ho raccontato di Ellen Lupton e della voce di Madonna in Ray of Light. Questa settimana ho preso in prestito, per la seconda volta, un libro letto la scorsa estate e del quale ti racconto nella prossima email: Qui dentro. Guida alla scoperta della mente, di Isabel Minhos Martins, Maria Manuel Pedrosa, con illustrazioni di Madalena Matoso, edito da Mondadori. Una piccola anticipazione:
Un esempio: quando leggiamo un romanzo o ammiriamo un quadro, i nostri neuroni (quelli chiamati “specchio”, ti ricordi?) ci portano a vivere tutto quanto viviamo o leggiamo o ascoltiamo e questo ci fa conoscere nuove prospettive del mondo, e porci altre domande. Sei d’accordo? […] Secondo alcuni un’opera d’arte è grande quando ci fa uscire dalla realtà di noi stessi, per poi riportarci indietro completamente cambiati. E quanto più un’opera sarà in grado i portarci fuori da noi – entusiasmandoci, ponendoci domande – tanto maggiore sarà la capacità di farci tornare alla realtà con uno sguardo diverso, con un coraggio nuovo.
Buon fine settimana e a presto!
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