Necessario
Newsletter Tazzina è come quelle vecchie email di fine anni '90.
Buongiorno!
Non ti ho ancora chiesto come trascorrerai l’estate: se hai in programma periodi di vacanza, se hai in programma un viaggio, se riuscirai a stare in un tipico luogo di villeggiatura, o se starai invece in città e come, come ti riposerai e come ricaricherai le tue energie. Al minimo essenziale, corpo e mente hanno comunque bisogno di una vacanze, cioè di riposo e di svago.
Ricette nel mentre. Ieri sera ho cucinato la colazione per stamattina, una delle colazioni dalla preparazione in assoluto più facile, veloce, che sborda un po’ dalle mie abitudine alimentari, ma va bene lo stesso: mette allegria. Non richiede nessun impegno, se non proprio l’accortezza di essere preparata in anticipo. È un augurio della buonanotte che si gusta poi la mattina successiva.
Bicchierini. Prendi quattro o cinque biscotti al cacao (io ho usato i classici Pan di Stelle) e sbriciolali come meglio credi (io li avvolgo in uno scottex o in un canovaccio e poi li schiaccio con il matterello o con una mug). Versa le briciole sul fondo di un piccolo bicchiere di vetro trasparente, arrivando a circa due o tre dita di briciole. Quindi versa uno strato, più corposo, di yogurt classico alla ciliegia (o yogurt bianco con pezzi di ciliegie fresche – ma, come per i biscotti, potresti sperimentare anche alternative vegane). Spolvera la superficie dello yogurt con altre briciole di biscotti o con della granella di nocciole, pistacchi, o con scaglie di cioccolato fondente. Ricopri il tuo bicchierino con una pellicola trasparente o con una copertura per alimenti in silicone (ad esempio quelle dei set Ikea). Lascia riposare la tua colazione in frigorifero per tutta la notte.
E tu mi dirai: ma nelle tazzine precedenti non avevi preannunciato la ricetta dei Pancake Punkcage al posto di questo dessert analcolico? Perché i bicchierini?! E io ti rispondo in tutta semplicità: per la ricetta dei Pancake Punkcage ti lascio un po’ attendere.
Siti web nel mentre. Ci ho impiegato circa una settimana per risolvere un dialogo difficile con un plugin di Wordpress e a logica delle CSS Grid. Ma alla fine, con un po’ di studio, ho sbloccato l’ostacolo e per festeggiare ho ballato – per utilizzare un’espressione comune – la danza della pioggia. Forse, però, di questi tempi si dovrebbe evitare di ballare danze meteorologiche: è una stagione dove qualsiasi danza, del sole del vento della pioggia – ma anche la completa immobilità – rischia di anticipare l’arrivo reale di fenomeni atmosferici avversi, perché in ogni caso i fenomeni avversi, da qualche parte del nostro pianeta, si verificheranno. E allora meglio ballare la danza della danza – chiamiamolo così – e mettersi al riparo dalle accuse di stregoneria.
Libri nel mentre. Hai letto la Tazzina della scorsa domenica? Ecco. Questa settimana, con il DDL Valditara diventato legge, è andato tutto in direzione contraria a ogni buon senso e a ogni urgenza. E io – ma non solo io – continuo la mia riflessione e i miei studi sulla violenza di genere e il patriarcato, condividendo qui con te i miei appunti.
A proposito: sul libro di Ilaria Ramoni e Fabio Roia puoi leggere una recensione di Serena Dandini su Io Donna a questo link. Serena Dandini scrive:
Un libro chiaro, urgente e competente che in questo momento di verità alternative e in malafede è quanto mai necessario.
Di seguito, invece, due brevi estratti da Mai più cosa vostra:
C’è una potente immagine della violenza di genere creata da Amnesty International che rappresenta il fenomeno come un grosso iceberg. La parte emersa e visibile è quella dei comportamenti espliciti: omicidi, aggressioni fisiche, stupri, minacce, insulti e urla. Poi vi è una parte meno visibile, con forme sottili di violenza: umiliazioni, ricatti emotivi, colpevolizzazioni, disprezzo e svalorizzazione. Infine vi è una parte ancora più sommersa, quella degli atteggiamenti che ci riguardano tutti perché appartengono a una cultura, o meglio subcultura: pubblicità sessiste, linguaggio sessista, controllo e annullamento della personalità.
Laddove per “forme sottili di violenza” non si intende “forme lievi”, ma forme così subdole da risultare nascoste alla vista, anche della vittima.
All’inizio del primo capitolo, intitolato “Rigurgiti culturali”:
Perché la verità scomoda, come vedremo, è che la subcultura patriarcale e la subcultura patriarcale mafiosa sono molto più vicine di quanto si voglia ammettere.
Buon sabato e a domani! Con ogni probabilità pubblicherò Tazzina@+ in serata, magari anche dopo cena.
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